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Strutture grammaticali italiane secondo il QCER

Liste per i livelli A1, A2, B1, B2 secondo il "Profilo della lingua italiana", La Nuova Italia, 2010.

 

IL NOME - I PRONOMI - GLI AGGETTIVI - GLI ARTICOLI - I VERBI - LE PREPOSIZIONI - GLI AVVERBI E LE LOCUZIONI

 


A1

A2

B1

B2

STRUTTURE GRAMMATICALI

IL NOME

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1. La distinzione genere e numero dei nomi regolari a suffisso –O –A e a suffisso –E
2. I principali nomi invariabili (es. caffè, cinema, città, università)
3. I principali nomi generalmente utilizzati al plurale (es. occhiali, pantaloni, spaghetti)
4. Alcuni nomi con plurale irregolare (es. uomo/uomini)
5. Alcuni nomi di origine straniera con plurale invariato (es. bar, computer, fax)
6. I principali nomi a suffisso -E /-ESSA (es. dottore/dottoressa, professore/professoressa, studente/studentessa)

1. Singolare invariato dei principali nomi a suffisso –ISTA (es. giornalista, turista)
2. I principali nomi a suffisso –TORE e – TRICE (es. direttore / direttrice)
3. Plurale dei nomi a suffisso –CO e –GO - CA e –GA
4. Plurale di alcuni nomi irregolari di larga diffusione (es. braccio/braccia, dito/dita, mano/mani, uovo-uova)
5. Ripresa e approfondimento nomi invariabili al plurale (es. la radio-le radio, la moto-le moto, ecc.)

1. Formazione del plurale dei nomi a suffisso –ISTA e –A, es. giornalista-giornalisti / giornaliste, programma-programmi
2. Plurale dei nomi sovrabbondanti, es. il braccio-i bracci/le braccia, il lenzuolo-i lenzuoli/le lenzuola
3. Nomi alterati diminutivi a suffisso –INO e –ETTO, es. mercatino, cenetta, nomi alterati accrescitivi a suffisso –ONE e – ONA, es. valigiona

 

1. Nomi astratti difettivi che si usano solo al singolare, es. l’onestà, la pazienza, il rispetto, il coraggio
2. Nomi a forma invariata con cambio di significato a seconda del genere, es. il fine/la fine, il capitale/la capitale
3. Nomi a forma variata, nomi più diffusi che cambiano significato in rapporto al genere, es. muro/mura
4. Nomi collettivi, es. roba, folla
5. Plurale dei nomi a suffisso –CIA –GIA, es. camicia–camicie; valigia–valigie, tecnologia-tecnologie, farmacia-farmacie

 

I PRONOMI

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1. Pronomi personali con particolare riferimento alle 3 persone singolari: soggetto e complemento (tonici ed
atoni¹)
2. Pronomi riflessivi²
3. Pronomi interrogativi: chi, che (cosa), quanto, quale?
4. Pronomi indefiniti: nessuno, niente

¹ Nota: i pronomi tonici preceduti da preposizione (es. per me) e i pronomi atoni in alcune strutture (es. lo so) vengono acquisiti a livello A1 quali formule non analizzate
² Nota: i pronomi riflessivi a livello A1 vengono acquisiti quali formule non analizzate (es. mi chiamo)

 

1. Pronomi personali soggetto (6 persone)
2. Pronomi personali tonici complemento (preceduti da preposizione)
3. Pronomi personali atoni complemento diretto e indiretto (principalmente 1° e 2° singolare e plurale)
4. Pronomi possessivi
5. Pronomi riflessivi
6. Pronomi dimostrativi: questo/quello
7. Pronomi indefiniti (altro, qualcuno/qualcosa)
8. Pronomi relativi: che (funzione soggetto e oggetto), es. Vado dal mio amico che abita in centro; mangio la torta che ha preparato mia madre.
9. Uso della particella pronominale ci con valore di complemento di luogo, es. Ci vado adesso.

1. Ripresa e approfondimento per le 6 persone dei pronomi personali atoni complemento diretto e indiretto
2. Uso dei pronomi atoni nei tempi composti, es. Li ha comprati, l’ha preparata, le ha fatte
3. Usi della particella pronominale ci in verbi pronominali quali: volerci, metterci, sentirci, vederci
4. Altri usi della particella ci, es. Non ci credo; non ci penso.
5. Uso della particella pronominale ne con valore partitivo, es. Ne prendo due.
6. Altri usi della particella pronominale ne, es. Ne ho bisogno; ne ho voglia; che ne pensi? Che ne dite?
7. Forme accoppiate di pronomi atoni, es. Me lo presti? Glielo porto adesso.
8. Forme accoppiate di pronomi atoni, in costruzione con verbi composti, es. Te l’ha portato? Gliel’hai detto?
9. Forma accoppiata della particella pronominale ci con pronomi atoni diretti e verbo avere, es. Ce l’ho.
10. Posizione enclitica dei pronomi atoni con infinito, es. Vado a trovarlo e con imperativo, es. Ascoltami!
11. Posizione proclitica e enclitca del pronome atono con verbi servili, es. Non lo posso fare; non posso farlo.
12. Pronome relativo invariabile cui preceduto da preposizione, es. Questo è il motivo per cui sono in Italia; è la ragazza con cui esco spesso.
13. Pronome si nella costruzione impersonale, es. Si mangia bene.

1. Pronomi possessivi che indicano i familiari, i genitori, es. Non mi piacciono molto i suoi.
2. Pronomi riflessivi tonici, es. Ha portato con sé il figlio.
3. Pronomi dimostrativi:
a) stesso, es. A me è successo lo stesso (la stessa cosa); non sarò la stessa (la stessa persona).
b) ciò, es. Volevo andare lontano da tutto ciò; è ciò che mi interessa.
4. Pronomi indefiniti: ciascuno, ognuno, uno, chiunque
5. Pronome relativi: il quale, la quale, i quali, le quali, es. È la persona per la quale lavoro; ho ricevuto la lettera nella quale mi salutavi.
6. Pronomi relativi doppi:
a) chi (corrispondente a colui che, coloro che ecc.), es. Aiuto chi ha bisogno; chi sa la verità
b) quanto (corrispondente a quello che, ciò che) al singolare con funzione dimostrativa e relativo, es. Per quanto mi riguarda; per quanto riguarda il lavoro
7. Forme accoppiate di pronomi atoni in verbi pronominali, es. cavarsela, farcela, andarsene, mettercela, prendersela, ecc.
8. Posizione enclitica di pronomi atoni con gerundio, es. ascoltandolo, chiedendoglielo, alzandosi
9. Combinazione del pronome atono e del pronome si impersonale, es. Ci si deve mettere l’olio; ci si sente bene.
10. Pronome si nella costruzione passivante, es. In quel ristorante, si mangiano i frutti di mare.

GLI AGGETTIVI

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1. Aggettivi qualificativi a suffisso –O e –A e a suffisso -E
2. Aggettivi possessivi¹
3. Aggettivi dimostrativi: questo, quello
4. Aggettivi interrogativi: che, quanto
5. Aggettivi indefiniti: poco, molto, tanto
6. Aggettivi numerali cardinali: da 1 a 100
7. Aggettivi numerali ordinali da primo a decimo

¹ Nota: principalmente prima singolare con i nomi di famiglia

 

1. Aggettivi qualificativi a suffisso –CO / -GO e –CA / - GA
2. Gradi dell’aggettivo:

Comparativo di maggioranza più + aggettivo, es. Questo è più bello.
Superlativo assoluto: suffisso –issimo; molto + aggettivo

3. Aggettivi possessivi (tutte e sei le persone)
4. Aggettivi dimostrativi: stesso
5. Aggettivi interrogativi: Quale?
6. Aggettivi indefiniti: ogni, qualche, troppo, altro, tutto, alcuni
7. Aggettivi numerali cardinali: centinaia, migliaia, milione
8. Numerali collettivi paio, coppia

 

1. Uso di bello e buono in posizione prenominale, es. un bel quadro, un buon modello
2. Gradi dell’aggettivo

a) comparativo di maggioranza più...di e minoranza meno… di in posizione precedente
- un nome, es. Mario è più alto di Luca.
- un pronome, es. Questo quadro è più bello di quello.
- un avverbio, es. Fa più caldo di ieri.
b) comparativo di maggioranza più...che e di minoranza meno … che
- tra due aggettivi, es. È più simpatico che intelligente.
- tra due verbi, es. È più difficile trovare un lavoro che studiare.
c) comparativo di uguaglianza (tanto)….. quanto; (così) … come, es. È caro come tutti gli altri ristoranti.
d) superlativo relativo, es. È il più/meno interessante di/fra tutti.
e) comparativi e superlativi organici, es. maggiore, minore, migliore, peggiore, ottimo

3. Uso degli avverbi meglio/peggio, es. È meglio mangiare un po’ di tutto.
4. Uso degli aggettivi alterati diminuitivi a suffisso -INO, es. Praga è piccolina.
5. Aggettivi indefiniti

a) nessuno, es. Non ho incontrato nessun professore.
b) qualsiasi, es. qualsiasi cosa, in qualsiasi momento
c) diverso (parecchio, molto), es. diversi oggetti, diversi monumenti

6. Aggettivi numerali ordinali

1. Nominalizzazione dell’aggettivo, es. il bello, la destra, la sinistra
2. Aggettivo possessivo proprio, es. i propri genitori, il proprio computer
3. Aggettivo dimostrativo tale, es. in tale senso
4. Aggettivi indefiniti qualunque, parecchio, tale, es. un tale atteggiamento, una dipendenza tale (siffatto/a); certo es. per un certo periodo, in un certo modo, in un certo momento, ad un certo punto; vario, es. varie cose, vari gruppi
5. Participio passato usato con funzione aggettivale, es. una vacanza desiderata
6. Aggettivi numerali cardinali sostantivati sottointendendo mille, es. il Trecento, il Cinquecento, ecc.

GLI ARTICOLI

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1. La differente funzione di tutti gli articoli determinativi ed indeterminativi
2. Uso dell’articolo determinativo per esprimere l’ora, es. Sono le otto.
3. Omissione dell’articolo determinativo con gli aggettivi dimostrativi, es. questo quaderno
4. Omissione dell’articolo determinativo con gli aggettivi indefiniti, es. molti libri
5. Presenza dell’articolo determinativo in posizione che precede gli aggettivi possessivi, es. la mia sedia

1. Presenza dell’articolo determinativo (o omissione) con i nomi geografici di città e di stato, es. Roma è una bella città; vengo dagli Stati Uniti.
2. Presenza dell’articolo determinativo in posizione precedente i pronomi possessivi, es. questo è il mio
3. Omissione dell’articolo determinativo con gli aggettivi indefiniti, es. qualche amico; presenza dell’articolo con l’aggettivo tutto, es. tutta la classe
4. Omissione dell’articolo in espressioni di tempo, es. in primavera, in / a settembre
5. Uso dell’articolo in espressioni di tempo, es. la sera, la mattina
6. Presenza o omissione dell’articolo determinativo con aggettivo possessivo e nomi di parentela, es. mio padre, mia madre, il mio fratello più grande
7. Uso dell’articolo determinativo per esprimere una data, es. Oggi è il 5 febbraio.
8. Omissione dell’articolo con il complemento di materia, es. foglio di carta, bottiglia di vetro

 

1. Presenza dell’ articolo deteriminativo con i nomi geografici:
- dei monti, es. Le Alpi
- dei fiumi, es. Il Tevere
- dei laghi, es. Il lago Maggiore
- di isole grandi, es. La Sicilia
- di continenti, es. L’Europa
- di regioni, es. L’Umbria
2. Omissione dell’articolo con nomi di isole piccole, es. Capri
3. Uso dell’ articolo con espressioni di tempo, es. il giovedì, il martedì, ecc.
4. Uso dell’articolo partitivo o possibile omissione, es. Ho dei bei ricordi; compro dei giocattoli per i bambini; ha cani e gatti; ecc.
5. Uso dell’articolo con nomi seguiti da specificazioni, es. in campagna/nella campagna toscana, in inverno/nell’inverno del 1880, ecc.
6. Omissione dell’articolo con senza e con (valore modale), es. con attenzione, con amore, senza interesse, senza problemi
7. Omissione dell’articolo con la preposizione da quando indica il fine, es. carta da lettere, ferro da stiro, racchetta da tennis

Vedi A1, A2 e B1

I VERBI

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1. La coniugazione attiva (con particolare riferimento a tutte e tre le persone singolari e al noi) degli ausiliari essere ed avere, dei principali verbi regolari, di alcuni irregolari (vedi lessico) ai seguenti modi e tempi:

- indicativo presente
- condizionale semplice solo del verbo volere alla I persona singolare (vorrei
- imperativo formale ed informale del verbo scusare (scusi/scusa
- imperativo prima persona plurale per invitare (andiamo
- la percezione del significato modale dei verbi potere, volere e dovere
- la costruzione ci + verbo essere solo alla III persona singolare e plurale dell’indicativo presente (c’è, ci sono)

2. Infinito presente nelle proposizioni finali implicite, es. Sono qui per studiare l’italiano.

¹ ² ³ Nota: formula non analizzata

 

La coniugazione attiva (6 persone) dei principali verbi regolari, di alcuni irregolari, riflessivi e reciproci (vedi lessico) ai seguenti modi e tempi:

- indicativo presente
- indicativo passato prossimo
- indicativo imperfetto di essere e avere nella descrizione di fatti e persone
- indicativo futuro semplice con valore temporale, es. Domani pioverà.
- imperativo seconda persona singolare e prima e seconda plurale con (costruzione affermativa e negativa) per:
a) dare istruzioni, es. prendi, leggi qui
b) invitare, es. Vieni con me; prendiamo due pizze.
Inoltre:
- Verbi modali (dovere potere volere) con consapevolezza del valore pragmatico per esprimere alcuni atti (vedi funzioni)
- Verbi impersonali, es. piovere
- Forma perifrastica/presente progressivo: stare + gerundio

 

La coniugazione attiva (6 persone) dei verbi regolari e irregolari dei seguenti modi e tempi:

- ripresa del passato prossimo con uso dei verbi che sono

a) intransitivi e inaccusativi, es. Ho corso per molte ore; sono corso a casa.
b) transitivi e in accusativi, es. Il professore ha iniziato il corso di arte; il corso è iniziato ieri.
c) riflessivi, es. Ci siamo svegliati alle 8.00.

- indicativo trapassato prossimo
- valore modale dell’indicativo futuro semplice, es. Saranno le otto.
- indicativo futuro anteriore con valore temporale, indicando un evento anteriore ad un altro, es. Dopo che mi sarò laureato viaggerò molto.
- uso del futuro anteriore con valore modale, indicando una supposizione relativa ad un’azione passata, es. Sarà partito verso le nove.
- indicativo imperfetto esteso a verbi regolari e irregolari

a) per descrivere periodi della vita
b) per descrivere azioni abituali
c) per attenuazione del valore iussivo di una richiesta, es. Volevo due etti di prosciutto.
d) per esprimere un’azione incompiuta, es. Mentre guidavo la macchina all’improvviso si è fermata.

- condizionale tempo presente per esprimere

a) un’eventualità, es. Potremmo andare al cinema.
b) un desidero, es. Mi piacerebbe essere italiano.
c) per rendere il valore attenuativo nel formulare una richiesta, es. Potresti aprire la finestra?
d) per dare dei consigli con uso del modale dovere, es. Dovresti mangiare di più; o con uso del modale potere, es. Potresti camminare per andare al lavoro.

- ripresa imperativo seconda persona singolare e plurale con (costruzione affermativa e negativa) per

a) dare consigli
b) ordini

- forma impersonale e passivante con l’uso della particella si, es. Si mangia bene e si spende poco; si mangiano i frutti di mare e si beve un buon vino.
- forma impersonale con i verbi modali (potere, dovere), es. Si può capire bene; si deve studiare molto.
- modo congiuntivo tempo presente con valore esortativo alla III persona singolare, es. Vada diritto, ma non giri a destra¹.
- uso del congiuntivo tempo presente (o dell’indicativo in contesti informali) in subordinate oggettive e soggettive esplicite per l’espressione di

a) opinioni
b) speranze
c) sentimenti
d) con alcune espressioni impersonali (pare, sembra), es. Penso che sia un film interessante; sono contento che tu sia qui; spero che tu venga; mi sembra che sia felice; mi pare che stia bene.

- uso del futuro semplice indicativo per esprimere un’azione futura in subordinate oggettive e soggettive esplicite per l’espressione di opinioni, speranze e sentimenti, es. Penso che anche Luigi partirà la settimana prossima; spero che guarirai presto; sono contento che Mario verrà alla festa.
- infinito con uso della preposizione di in oggettive implicite introdotte da verbi di opinione, speranza, sentimenti, quando il soggetto della subordinata corrisponde a quello della reggente, es. Sono contento di essere qui; penso di partire domani; mi dispiace di lasciare la scuola.
- infinito semplice nelle soggettive implicite, es. Pare avere pochi anni; sembra amare gli animali.
- infinito seguito dalla preposizione di, es. Mi sembra di conoscerlo.
- infinito in finali implicite, es. cose da fare (uso formulaico)
- infinito in proposizioni esclusive implicite introdotte da senza, es. Sono venuta in Italia senza conoscere la lingua.
- uso del presente indicativo o/e del futuro per esprimere il periodo ipotetico della realtà, es. Se vieni ti diverti; se parti adesso arriverai in tempo; se verrai lo conoscerai.



¹ Nota: uso in alcune situazioni comunicative (ad.es. per dare indicazioni stradali)

La coniugazione attiva (6 persone) dei verbi regolari e irregolari dei seguenti modi e tempi:

- indicativo passato remoto

a) per indicare un’azione conclusa nel passato
b) per esprimere distanza temporale tenendo conto delle differenze con l’uso del passato prossimo
c) con la percezione dei diversi usi nelle varietà regionali e di stile (scritto e parlato)

- ripresa del modo congiuntivo tempo presente in subordinate oggettive esplicite

a) per esprimere una volontà
b) per esprimere un dubbio
c) in subordinate soggettive esplicite introdotte da espressioni impersonali quali: è necessario che, è importante che, ecc., es. Voglio che tutto vada bene; dubito che torni oggi; è importante che venga.

- uso del modo indicativo tempo presente come presente storico, per far rivivere un momento del passato nel presente e per conferire maggiore efficacia alla narrazione degli eventi o come artificio stilistico, es. Giacomo Leopardi nasce a Recanati nel 1798 e muore a Napoli nel 1837.
- modo congiuntivo tempo passato per esprimere anteriorità rispetto verbi al presente che indicano opinioni, speranza, sentimenti, dubbio o in subordinate soggettive esplicite che dipendono da espressioni impersonali, es. Penso che sia partito ieri; spero che abbia studiato; sono contenta che sia venuto; ecc.
- modo congiuntivo tempo imperfetto in subordinate oggettive esplicite

a) per esprimere un desiderio, es. Mi piacerebbe che venisse con noi; vorrei che fosse qui.
b) per esprimere anteriorità rispetto al presente, es. Penso che fosse una rivista interessante.
c) per esprimere contemporaneità con verbi al passato che indicano opinioni, speranza, sentimenti, volontà, dubbio, es. Pensavo che non funzionasse; speravo che se ne andasse; mi dispiaceva che non mi ascoltasse; volevo che studiasse; non ero sicuro che capisse; o in subordinate soggettive esplicite che dipendono da espressioni impersonali, es. Era importante che partisse.
d) per esprimere un desiderio, es. Mi piacerebbe che tu venissi con me.

- modo congiuntivo tempo trapassato¹ per esprimere anteriorità con verbi al passato che indicano opinioni, speranza, sentimenti, volontà, dubbio o in subordinate soggettive che dipendono da espressioni impersonali, es. Pensavo che non avesse funzionato; speravo che se ne fosse andato; mi dispiaceva che non mi avesse salutato; volevo che mi avesse detto la verità; era importante che lo avesse già conosciuto.
- modo congiuntivo presente, passato, imperfetto, trapassato nelle frasi subordinate introdotte da prima che, es. Lo saluto prima che parta; o dalle congiunzioni che indicano

a) una condizione purché, a condizione che, a patto che, es. Parto purché tu venga con me.
b) un fine perché, affinché, es. Parlo lentamente perché tu possa capire meglio.
c) una concessione nonostante, sebbene, benché, es. Gli parlo nonostante non mi sia simpatico.
d) un modo introdotto da come se, es. Mi trattava come se fossi suo figlio.
e) un “eccezione” introdotte da a meno che (non), es. Vengo con voi a meno che io non faccia tardi al lavoro.

- concordanza di tutti i tempi del modo congiuntivo: presente e passato, imperfetto e trapassato.
- modo condizionale tempo passato per esprimere

a) un desiderio o un’eventualità nel passato, es. Lo avrei voluto incontrare; mi sarei potuto laureare l’anno passato.
b) un’azione futura nel passato, es. Ha detto che sarebbe venuto.

- uso dell’imperfetto congiuntivo e condizionale presente per esprimere il periodo ipotetico della possibilità, es. Se tu potessi, mi faresti un piacere.
- uso del trapassato congiuntivo e del condizionale passato per esprimere il periodo ipotetico della irrealtà, es. Se tu me lo avessi detto, sarei venuto.
- modo gerundio tempo presente

a) con valore temporale, es. L’ho incontrato camminando per strada.
b) con valore modale, es. Ha passato la serata leggendo.
c) valore causale, es. Essendo in due dovremmo prenotare una doppia.

- modo gerundio tempo passato con valore causale e temporale, es. Avendo finito il lavoro, posso andarmene; avendo rifatto l’esercizio, ho capito l’errore.

- modo infinito presente

a) con valore nominale, es. Non dimenticare il passato è un dovere; con il passare del tempo
b) con le preposizioni, es. Consiste nel leggere un giornale.
c) dipendente dai verbi fattivi fare e lasciare, es. Te lo faccio ascoltare; ti lascio andare.

- modo infinito tempo passato in

a) subordinate temporali implicite che indicano posteriorità introdotte da dopo, es. Dopo averlo visto mi sono sentita meglio.
b) subordinate temporali implicite che indicano anteriorità introdotte da prima di, es. Prima di averlo conosciuto non mi piaceva.

- participio passato usato con funzione aggettivale, es. una situazione voluta; la fiducia mostrata; e con funzione temporale indicando anteriorità, es. Fatta la spesa sono tornato a casa.
- forma passiva dei verbi transitivi con l’uso del verbo essere e venire, es. È stato scelto dall’insegnante; il ladro viene arrestato dalla polizia.



¹ Nota: competenza solo parziale del trapassato congiuntivo

LE PREPOSIZIONI

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Preposizioni semplici e articolate principalmente con funzioni di:

1. di provenienza, es. Sono di Berlino.
2. a termine, es. Do il libro a Giovanni; tempo es. a mezzogiorno, alle tre; a domani!; stato in e moto a luogo¹, es. Sono / vado a casa / a scuola, vado a fare la spesa; stato in e moto a luogo con nomi di città, es. Vado a Roma.
3. in stato in e moto a luogo con nomi di nazioni, es. Abito / vado in Italia; mezzo, es. in treno, in macchina
4. con compagnia, es. Vado a scuola con Mario.
5. per: vantaggio es. Il regalo è per Luca; moto a luogo,es. A che ora parte il treno per Roma? introduzione di proposizione secondaria finale implicita, es. Sono qui per studiare l’italiano.
6. Uso idiomatico di preposizioni in forme di uso frequente, es. giocare a
7. Altre forme preposizionali, es. senza

¹ Nota: acquisite a livello formulaico

Preposizioni semplici e articolate, principalmente con funzione di:

1. di appartenenza, es. la moto di Luca; materia, es. un foglio di carta; quantità, es. Mangio un po’ di frutta; modo, es. di solito
2. a stato in e moto a luogo, es. Sono / vado a teatro, al mare, all’università, a letto; tempo, es. a settembre; mezzo es. andare a piedi
3. da modo, es. Vivo da solo; origine, es. Vengo dal Marocco; tempo, es. Studio italiano da un anno; moto a luogo/stato in luogo, es. Vado da Giovanni; sono dal dottore.
4. in stato in e moto a luogo, es. in centro, in periferia, in piscina, in palestra, in biblioteca, in montagna; modo, es. in ritardo, in orario; tempo, es. in inverno, in settembre
5. con mezzo, es. Apro la porta con la chiave; qualità, es. con i capelli neri; mezzo, es. con l’auto, con il treno
6. su: stato in e moto a luogo, es. È sul tavolo, metto il quaderno sul tavolo.
7. per: tempo, es. Ho studiato italiano per sei mesi; fine, es. per esempio (uso formulaico)
8. tra/fra tempo, es. Parto tra tre giorni; stato in luogo, es. Il ristorante è tra la farmacia e la scuola.
9. Uso idiomatico di preposizioni in forme di uso frequente, come ho bisogno di, es. Ho bisogno di un appartamento con tre stanze; ho voglia di, es. Ho voglia di un bel gelato; ho paura di, es. Ho paura dei tuoni; ho nostalgia di, es. Ho nostalgia di casa; andare a + infinito, es. Vado a fare la spesa.
10. Locuzioni preposizionali, es. davanti a, vicino a, lontano da, di fronte a, intorno a, fino a, all’inizio di, alla fine di, insieme a
11. Altre forme preposizionali, es. dentro, dietro, durante, secondo, sopra, sotto

Ripresa delle preposizioni semplici e articolate con le seguenti funzioni:

1. di paragone, es. È più grande di me; mi piace di più; partitivo, es. Volevo comprare dei mobili; introduzione di proposizione secondaria oggettiva e soggettiva implicita, es. Mi sembra di conoscerlo; ho deciso di partire domani; abbondanza, es. un sacco di, pieno di; argomento, es. un libro di storia, parlare di vacanze; tempo, es. di notte, d’estate; età, es. un uomo di cinquanta anni
2. a distributivo, es. Vorrei guadagnare circa mille euro al mese; distanza, es. a dieci metri dal centro, a mezz’ora dal centro; età, es. Ho lasciato la mia famiglia a diciassette anni; fine, es.Ti aiuto a fare i compiti.
3. da tempo, es. Dal prossimo mese inizio il mio corso; introduzione di proposizione secondaria finale implicita, es. Ho comprato molte cose da mangiare; introduzione di una proposizione consecutiva, es. mi piace da morire; non ho altro da scrivere; fine, es. carta da lettere, ferro da stiro, racchetta da tennis; qualità, es. la ragazza dai capelli biondi
4. in tempo determinato, es. Nel diciottesimo secolo, nel 1965; limitazione es. bravo in questo sport
5. con modo, es. con attenzione
6. su età (indicando approssimazione), es. sui trent’anni
7. per: moto per luogo, es. Passo per Milano.
8. tra /fra compagnia, es. tra la gente; partitivo, es. tra le canzoni che ho cantato; distanza, es. Tra un chilometro c’è un benzinaio.
9. Locuzioni preposizionali, es. accanto a, fuori da, prima di, dopo di, a causa di, a destra / sinistra di, a nord / sud / est / ovest di
10. Uso idiomatico di preposizioni dopo alcuni verbi fraseologici, es. cominciare a, iniziare a, finire di, smettere di, continuare a, cercare di, ecc.
11. Uso idiomatico di preposizioni dopo alcuni verbi di uso frequente, es. interessarsi di, occuparsi di, essere appassionato di, consigliare di, provare a, parlare di, credere a, pensare a, riuscire a, partecipare a, dipendere da, ecc.
12. Altre forme preposizionali, es. verso

Approfondimento dell’uso delle preposizioni semplici e articolate nelle seguenti funzioni:

1. di qualità, es. cellulari di alta qualità, una ragazza di bell’ aspetto; denominazione, es. nel quartiere di Trastevere; tempo in correlazione con in, es. di anno in anno, di giorno in giorno; in introduzione di proposizione finale, es. Ti prego di dirmelo.
2. da causa, es. l’ansia da esame, la dipendenza da telefonino; agente, es. È amato da tutti; stima/prezzo, es. a partire da duemila euro
3. in tempo continuato, es. Lo leggo in due ore.
4. su argomento, es. informarsi sull’orario, una conversazione sulle buone maniere; distributivo, es. uno su dieci
5. per tempo continuato, es. per ore, per mesi; causa, es. Per motivi lavorativi non posso venire; distributivo, es. giorno per giorno, dividere per gruppi
6. tra/fra relazione, es. i rapporti tra le persone
7. locuzioni preposizionali, es. per mezzo di, fino da, in mezzo a, in base a, in relazione a, in cima a,
in fondo a, all'interno di, rispetto a

8. altre forme preposizionali, es. nonostante, attraverso, contro, eccetto, entro

GLI AVVERBI

E LOCUZIONI

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1. Di modo: bene, male
2. Di luogo: qui, qua, lì, là, fuori, dentro, dietro, davanti, sopra, sotto, vicino, lontano, su, giù, indietro, avanti
3. Di tempo: ora, adesso,oggi, dopo, ieri, domani, spesso, sempre, mai, presto, tardi
4. Di quantità: molto, poco, tanto, più, meno, niente, un po’
5. Di giudizio: sì, no, non, certo, quasi
6. Interrogativi: come, dove, quando, quanto, perché

1. Di modo: di solito, insieme, così
2. Di luogo: a destra / sinistra, a nord / sud / est /ovest, dritto
3. Di tempo: appena, già, subito, non...ancora, non...mai, prima, poi, ancora
4. Di quantità: abbastanza, troppo, più o meno, solo
5. Di giudizio: probabilmente, veramente, forse
6. Testuali: allora

 

1. Di modo: avverbi in –mente, es. direttamente, facilmente, generalmente, attentamente o locuzioni avverbiali, es. in genere
2. Di luogo: dappertutto, di sopra, di sotto, via in andare via
3. Di tempo : improvvisamente, all’improvviso, di nuovo, per sempre, in futuro
4. Di quantità: soltanto
5. Di giudizio: certamente, neanche, assolutamente, sicuramente, particolarmente, specialmente, soprattutto, proprio, per niente, per forza, di sicuro, volentieri, davvero
6. Testuali: praticamente, insomma, inoltre, infine, quindi
7. Intensificativi, es. veramente, davvero, proprio, es. È veramente bello; è proprio bravo.
8. Alterati a suffisso –INO, es. pochino; a suffisso –ISSIMO, es. moltissimo, tardissimo; alterati organici, es. meglio, peggio

 

1. Di modo: in fretta, per caso
2. Avverbi di luogo: da vicino / lontano, presso (d)ovunque, oltre, laggiù, lassù
3. Di tempo: allora (a quei tempi), finora, oggigiorno, ormai, al giorno d’oggi, ai nostri giorni, da sempre, in tempo, un giorno, una volta, ad un tratto, tutt’ora, intanto, talvolta
4. Di giudizio: appunto, nemmeno, esatto, senza dubbio
5. Di quantità: parecchio, nulla
6. Testuali: in conclusione, in realtà, in fondo, di conseguenza, in breve, innanzitutto
7. Intensificativi: affatto, perfino

 

 

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  • Précisez la langue: allemand, anglais, italien, espagnol
  • Indiquez le niveau : A1, A2, B1, B2
  • Ajoutez l'activité : écouter, voir, écrire, parler
  • Préciser la compétence : grammaire, vocabulaire


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